
10.9.21
La guida completa al business travel 2026: che cos’è e cosa significa per le aziende
Il business travel, in italiano viaggio di lavoro o viaggio d'affari, comprende tutte le trasferte temporanee che un dipendente o un professionista effettua per motivi lavorativi, con i costi sostenuti dall'azienda. Rientrano nel business travel attività come incontri con clienti, partecipazione a fiere, corsi di formazione e visite presso altre sedi aziendali.
Se ti stai chiedendo business travel cos'è, in questa guida troverai una panoramica completa: dalla definizione ai principali tipi di viaggio aziendale, con esempi pratici, un approfondimento sulle voci di costo e consigli su come organizzare e gestire una trasferta in modo efficiente.
Cosa si intende per business travel (definizione)
Per business travel si intende l'insieme degli spostamenti effettuati al di fuori della sede abituale di lavoro per motivi professionali e sostenuti dall'azienda. Rientrano nel business travel le trasferte commerciali, la partecipazione a congressi, fiere ed eventi, le visite a clienti e fornitori, i progetti presso altre sedi e i programmi di formazione.
Ci sono però due precisazioni importanti che aiutano a distinguere il business travel da altre forme di spostamento.
- Non è pendolarismo
Il tragitto quotidiano tra casa e ufficio non rientra nel business travel. Una trasferta aziendale prevede infatti uno spostamento verso una destinazione diversa dalla sede abituale, spesso con pernottamento o su tratte di media e lunga percorrenza. - Non è workation
Lavorare da remoto da una località diversa per scelta personale non equivale a un viaggio di lavoro. A differenza del business travel, la workation non nasce da un'esigenza aziendale e non è finanziata dall'azienda.
L'insieme delle attività necessarie per pianificare, approvare, prenotare e rendicontare le trasferte prende il nome di travel management. Queste attività comprendono non solo l'acquisto di voli e treni e la prenotazione di hotel e auto a noleggio, ma anche la gestione delle spese, della fatturazione, delle approvazioni e della travel policy.
Nelle aziende più strutturate questo processo è generalmente coordinato dal travel manager, che assicura il rispetto della travel policy e cerca il giusto equilibrio tra controllo dei costi, efficienza dei processi, comfort e sicurezza dei viaggiatori.
I tipi di viaggio aziendale
Incontri con clienti e fornitori
È una delle tipologie di trasferta più comuni. Si tratta spesso di viaggi brevi, anche in giornata, organizzati per trattative commerciali, presentazioni o incontri con clienti e fornitori. Sebbene il costo del singolo viaggio possa essere contenuto, l'elevato numero di trasferte può rendere questa una delle principali voci del budget dedicato al business travel per molte PMI.
Fiere, congressi ed eventi (MICE)
Questa categoria rientra nel settore MICE, acronimo di Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions. Sono viaggi pianificati con mesi di anticipo, spesso per gruppi di persone, e caratterizzati da costi più elevati nei periodi di alta domanda. Per questo motivo, prenotare in anticipo e coordinare l'organizzazione è fondamentale per ottimizzare tempi e budget.
Viaggi incentive
I viaggi incentive sono trasferte che l'azienda offre a dipendenti o team come riconoscimento per gli obiettivi raggiunti. Pur avendo una componente ricreativa, rientrano nel business travel quando vengono organizzati e finanziati dall'azienda e fanno parte di programmi aziendali dedicati.
Formazione e visite interne
Questa tipologia comprende gli spostamenti tra diverse sedi della stessa azienda per attività di onboarding, formazione, audit o riunioni periodiche tra team distribuiti. Con la diffusione del lavoro ibrido, gli incontri di persona continuano ad avere un ruolo importante per rafforzare la collaborazione e condividere competenze tra colleghi che lavorano da sedi diverse.
Bleisure: lavoro e tempo libero
Il termine bleisure nasce dalla combinazione di business e leisure e indica l'estensione di una trasferta di lavoro con alcuni giorni dedicati al tempo libero.
Un esempio comune è quello di un dipendente che prolunga il soggiorno nel weekend dopo la conclusione di una fiera o di un congresso. In questi casi, l'azienda sostiene le spese legate all'attività lavorativa, mentre il dipendente si fa carico dei costi dell'estensione personale. Se regolato in modo chiaro all'interno della travel policy, il bleisure può offrire maggiore flessibilità al business traveler, mantenendo una separazione chiara tra costi aziendali e personali.
Esempi di viaggio di lavoro
Esempio 1 — Visita commerciale
Una PMI veneta invia la propria direttrice commerciale a Monaco per due giorni con l'obiettivo di concludere un contratto. La trasferta comprende un volo di andata e ritorno, una notte in hotel, pasti e trasferimenti. Il viaggio viene approvato dal responsabile e le prenotazioni vengono effettuate nel rispetto della travel policy aziendale.
Esempio 2 — Fiera di settore
Un'azienda manifatturiera partecipa a una fiera a Milano con un team di cinque persone. La trasferta comprende lo stand espositivo, quattro notti in hotel e il viaggio in Frecciarossa da Roma. Grazie a una pianificazione effettuata con mesi di anticipo, le prenotazioni vengono coordinate in modo centralizzato, semplificando anche la fatturazione.
Esempio 3 — Consulente su progetto ricorrente
Una società di consulenza segue un progetto semestrale a Parigi e un consulente si reca in sede ogni due settimane. In questo caso, la vera sfida non è organizzare il singolo viaggio, ma gestire l'intero processo: automatizzare approvazioni e prenotazioni permette di evitare che ogni trasferta generi nuovo lavoro amministrativo.
Quanto costa: le spese di trasferta
Le principali voci di spesa di una trasferta aziendale comprendono:
- trasporto, come voli, treni, auto a noleggio, taxi e rimborso chilometrico;
- alloggio, con eventuali limiti di spesa per notte o per città definiti nella travel policy;
- vitto e diarie, nel rispetto delle soglie e delle condizioni previste dalla normativa fiscale;
- spese di rappresentanza e altre spese accessorie, come parcheggi, connettività, visti e assicurazioni.
Per le trasferte internazionali all'interno dell'Unione Europea, le aziende possono inoltre avere diritto al rimborso dell'IVA sostenuta in un altro Stato membro. Le condizioni e le categorie di spesa ammesse variano però in base alla normativa del Paese in cui l'imposta è stata versata.
La normativa fiscale italiana prevede inoltre specifici requisiti di tracciabilità per alcune spese sostenute durante le trasferte. Le regole, introdotte nel 2025 e successivamente aggiornate, rendono ancora più importante per le aziende disporre di processi centralizzati per la gestione di prenotazioni, pagamenti e documentazione.
Il peso economico del settore è significativo anche a livello globale. Secondo il GBTA Business Travel Index 2026, nel 2026 la spesa globale per il business travel è prevista a 1,71 trilioni di dollari, con circa 1,84 miliardi di viaggi di lavoro in tutto il mondo.
Come si organizza una trasferta aziendale: le 6 fasi
1. Richiesta
Il dipendente presenta la richiesta di trasferta, indicando destinazione, date e motivo del viaggio.
2. Approvazione
Il responsabile verifica la richiesta e approva sia la trasferta sia il budget previsto. Nelle aziende più strutturate questo passaggio è spesso automatizzato attraverso workflow dedicati, riducendo le attività manuali e velocizzando il processo.
3. Prenotazione conforme alla travel policy
Trasporto e alloggio vengono prenotati nel rispetto della travel policy aziendale, che può definire limiti di spesa, categorie di viaggio, modalità di pagamento e procedure di approvazione.
Centralizzare le prenotazioni attraverso un'unica soluzione permette inoltre di applicare queste regole in modo automatico, evitando che il travel manager debba verificare manualmente ogni singola prenotazione.
4. Il viaggio e il supporto
Durante la trasferta, il business traveler deve poter gestire rapidamente eventuali imprevisti, come cancellazioni, ritardi o modifiche dell'itinerario, grazie a un supporto tempestivo.
È qui che entra in gioco anche il duty of care: l'azienda deve adottare misure adeguate per tutelare le persone durante le trasferte. La gestione del rischio può includere informazioni preventive sulla destinazione, sistemi di alert e strumenti di travel risk management che consentono di intervenire rapidamente in caso di necessità.
5. Gestione delle spese e fatturazione
Con prenotazioni centralizzate e pagamenti aziendali, è possibile ridurre la quantità di note spese che i dipendenti devono gestire manualmente. Centralizzare documentazione e fatturazione contribuisce inoltre a semplificare il lavoro amministrativo e a ridurre il rischio di errori.
6. Analisi
L'ultima fase consiste nell'analizzare periodicamente i dati relativi alle trasferte, valutando spese, destinazioni, team e fornitori per individuare opportunità di ottimizzazione e migliorare la gestione del business travel.
L'analisi permette anche di verificare il rispetto della travel policy, individuare eventuali aree di spesa anomale e prendere decisioni basate sui dati per le trasferte future.
Chi gestisce il business travel in azienda
Gestione interna
Nelle aziende più piccole, spesso ogni dipendente organizza e prenota autonomamente le proprie trasferte oppure la gestione viene affidata a figure amministrative o office manager.
Questo modello può funzionare con un numero limitato di viaggi, ma quando il volume cresce aumentano rapidamente anche il tempo dedicato alle attività amministrative, il rischio di errori e la difficoltà di controllare i costi.
Nelle organizzazioni più grandi può invece essere presente un travel manager dedicato, responsabile del programma viaggi e della definizione di processi e policy aziendali.
Agenzia o TMC
Le Travel Management Company (TMC) gestiscono il programma di business travel per conto dell'azienda, occupandosi delle prenotazioni, dell'assistenza ai viaggiatori e, in alcuni casi, dell'accesso a tariffe negoziate.
Questo modello permette di affidare la gestione delle trasferte a un partner specializzato, riducendo il carico operativo interno.
Piattaforma di business travel
Con una piattaforma di business travel, i dipendenti possono prenotare in autonomia nel rispetto della travel policy, mentre approvazioni, pagamenti e fatturazione vengono gestiti in modo centralizzato.
Le soluzioni più efficaci combinano tecnologia e supporto umano 24/7, offrendo alle aziende maggiore controllo e al business traveler assistenza in ogni fase del viaggio.
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Semplificare il business travel: l'approccio di BizAway
BizAway è una piattaforma per il business travel che combina tecnologia e supporto umano per semplificare la gestione delle trasferte aziendali. È il business travel partner scelto da oltre 2.000 aziende.
Da un'unica soluzione è possibile centralizzare le prenotazioni di oltre 1,4 milioni di strutture ricettive, più di 500 compagnie aeree, incluse le low cost, treni e auto a noleggio, applicare automaticamente le travel policy, digitalizzare i processi di approvazione e unificare la fatturazione.
Tutto questo permette alle aziende di ridurre i costi di viaggio in media del 25%, mantenendo allo stesso tempo maggiore controllo sull'intero processo di gestione delle trasferte.
E quando serve assistenza, il business traveler non parla con un chatbot: può contare su un team interno, multilingua e disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, pronto a intervenire in ogni momento del viaggio.
"Abbiamo scelto BizAway per tre motivi principali: semplificare la gestione dei viaggi, ottimizzare i costi e ridurre il carico amministrativo."
Alessandro Braga, Chief Digital Officer, Talent Garden
Domande frequenti sul business travel
Cosa si intende per business travel?
Il business travel comprende tutti gli spostamenti temporanei effettuati per motivi professionali e sostenuti dall'azienda. Rientrano in questa categoria incontri commerciali, fiere e congressi, visite presso altre sedi, attività di formazione e viaggi incentive. Non fanno invece parte del business travel il pendolarismo quotidiano e il lavoro da remoto svolto per scelta personale.
Business travel cos'è?
Se ti stai chiedendo business travel cos'è, la risposta è semplice: è l'insieme dei viaggi di lavoro organizzati e finanziati dall'azienda per consentire a dipendenti e professionisti di svolgere attività lavorative al di fuori della sede abituale.
Che differenza c'è tra business travel e bleisure?
Il bleisure è l'estensione personale di un viaggio di lavoro, che permette di affiancare alla trasferta professionale alcuni giorni dedicati al tempo libero. L'azienda sostiene i costi legati all'attività professionale, mentre il dipendente copre le spese dell'estensione personale. Le modalità di gestione devono essere definite chiaramente all'interno della travel policy aziendale.
Chi paga le spese di un viaggio di lavoro?
Le spese di una trasferta sono generalmente a carico dell'azienda, che può sostenerle direttamente attraverso prenotazioni e pagamenti centralizzati oppure rimborsarle al dipendente.
In entrambi i casi è necessario rispettare quanto previsto dalla travel policy e dalla normativa fiscale vigente, comprese le disposizioni applicabili sulla tracciabilità dei pagamenti.
Come si gestisce il business travel in azienda?
Il business travel si gestisce attraverso un processo composto da sei fasi: richiesta della trasferta, approvazione, prenotazione, supporto durante il viaggio, gestione delle spese e analisi dei dati.
Le aziende con trasferte frequenti possono scegliere una piattaforma di business travel o una Travel Management Company (TMC) per semplificare i processi, mantenere il controllo dei costi e offrire un'esperienza migliore a ogni business traveler.
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